L’amore è più forte della vita e tanto vicino alla morte.
La lingua maldicente è indizio di mente malvagia.
Lasciate ogni speranza voi ch’entrate.
Lo viso mostra lo color del core.
Lume v’è dato a bene e a malizia.
Non può comprendere la passione chi non l’ha provata.
Non può tutto la virtù che vuole.
Amore e cor gentil sono una cosa.
Che bell’onor s’acquista in far vendetta.
Non ragioniam di lor, ma guarda e passa.
Nulla addolora maggiormente che ripensare ai momenti felici quando si è nel dolore.
Nullo sensibile in tutto lo mondo è più degno di farsi essemplo di Dio che ‘l sole.
Oh beati quelli pochi che seggiono a quella mensa dove lo pane de li angeli si manuca! e miseri quelli che con le pecore hanno comune cibo!
Se tu segui la tua stella, non puoi fallire a glorioso porto.
Tre cose ci sono rimaste del paradiso: le stelle, i fiori e i bambini.
Uomini siate, e non pecore matte.
Vedo il meglio ed al peggior mi appiglio.
Cred’ïo ch’ei credette ch’io credesse che tante voci uscisser, tra quei bronchi, da gente che per noi si nascondesse. Libertà va cercando, ch’è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta.
Mentre che l’uno spirto questo disse, l’altro piangëa, sì che di pietade io venni men così com’io morisse. E caddi come corpo morto cade.
Chi è costui che sanza morte va per lo regno de la morta gente?
Dovunque può essere litigio, ivi debbe essere giudicio.
È da uomo malvagio l’ingannare colla menzogna.
E quindi uscimmo a riveder le stelle.
Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza.
Filosofia non è altro che amistanza e sapienza.
Galeotto fu il libro e chi lo scrisse; quel giorno più non vi leggemmo avante.
I posti più caldi all’Inferno sono riservati a coloro che nei momenti di grande crisi morale mantengono la loro neutralità.
Il sentiero per il paradiso inizia all’inferno.
L’affetto lo intelletto lega.
L’amor che move il sole e l’altre stelle.
Voi cittadini mi chiamaste Ciacco: per la dannosa colpa della gola, come tu vedi, alla pioggia mi fiacco.
Donne ch’avete intelletto d’amore, i’ vo’ con voi de la mia donna dire, non perch’io creda sua laude finire, ma ragionar per isfogar la mente.
A l’alta fantasia qui mancò possa; ma già volgeva il mio disio e ’l velle, sì come rota ch’igualmente è mossa, l’amor che move il sole e l’altre stelle.
Perché quando lo strumento dell’intelligenza si somma alla forza bruta e alla malvagia volontà, il genere umano è impotente a difendere se stesso.
Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!
Tanto gentile e tanto onesta pare la donna mia quand’ella altrui saluta, ch’ogne lingua deven tremando muta, e li occhi no l’ardiscon di guardare.
Biondo era e bello e di gentile aspetto, ma l’un de’ cigli un colpo avea diviso.
Aiutami da lei, famoso saggio, Ch’ella mi fa tremar le vene e i polsi.
Poscia ch’io ebbi rotta la persona di due punte mortali, io mi rendei, piangendo, a quei che volontier perdona. Orribil furon li peccati miei; ma la bontà infinita ha sì gran braccia, che prende ciò che si rivolge a lei.
Io son colui che tenni ambo le chiavi del cor di Federigo, e che le volsi, serrando e diserrando, sì soavi.
Era già l’ora che volge il disio ai navicanti e ‘ntenerisce il core lo dì c’ han detto ai dolci amici addio; e che lo novo peregrin d’amore punge, se ode squilla di lontano che paia il giorno pianger che si more.
Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita.
Per correr miglior acque alza le vele omai la navicella del mio ingegno, che lascia dietro a sé mar sì crudele.
Amor che ne la mente mi ragiona de la mia donna disiosamente, move cose di lei meco sovente, che lo ‘ntelletto sovr’esse disvia.
Poscia ch’io v’ebbi alcun riconosciuto, vidi e conobbi l’ombra di colui che fece per viltade il gran rifiuto.
Facesti come quei che va di notte, che porta il lume dietro e sé non giova, ma dopo sé fa le persone dotte.
Le leggi son, ma chi pon mano ad esse? Nullo, però che ‘l pastor che procede, rugumar può, ma non ha l’unghie fesse.
Trasumanar significar per verba non si poria; però l’essemplo basti a cui esperïenza grazia serba.
E volta nostra poppa nel mattino, de’ remi facemmo ali al folle volo, sempre acquistando dal lato mancino.
La bocca sollevò dal fiero pasto quel peccator, forbendola a’ capelli del capo ch’elli avea di retro guasto.
Sovra candido vel cinta d’uliva donna m’apparve, sotto verde manto vestita di color di fiamma viva.
La fama buona principalmente è generata da la buona operazione ne la mente de l’amico, e da quella è prima partorita; chè la mente del nemico, avvegna che riceva lo seme, non concepe.
Vien dietro a me, e lascia dir le genti: sta come torre ferma, che non crolla già mai la cima per soffiar di venti.
Salimmo sù, el primo e io secondo, tanto ch’i’ vidi de le cose belle che porta ‘l ciel, per un pertugio tondo. E quindi uscimmo a riveder le stelle.
La gloria di colui che tutto move per l’universo penetra, e risplende in una parte più e meno altrove.
Vergine Madre, figlia del tuo figlio, umile e alta più che creatura, termine fisso d’etterno consiglio, tu se’ colei che l’umana natura nobilitasti sì, che ’l suo fattore non disdegnò di farsi sua fattura.
Ché dentro a li occhi suoi ardeva un riso tal, ch’io pensai co’ miei toccar lo fondo de la mia gloria e del mio paradiso.
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